Una gatta di nome Lea

Al mio arrivo, Lea mi accoglie strusciandosi contro le gambe e sfusacchiando deliziosamente. La saluto a mia volta con una manciata di carezzine, mentre vengo informata del fatto che in realtà la splendida miciotta che mi sta di fronte con aria affabile non é poi così coccolona come sembrerebbe: di solito non si lascia accarezzare volentieri, ma solo se e quando le garba.

Una gatta di carattere e con le idee chiare, insomma. lea2

La sua proprietaria (termine quanto mai inadeguato quando si parla di felini, ma non mi viene in mente nulla di meglio e di altrettanto sintetico, quindi passatemelo…) mi spiega il motivo per cui ha richiesto il mio aiuto: Lea ha tre anni, e da poco più di uno manifesta problemi respiratori, con episodi di asma e tosse, ma senza mai raffreddore. Con il medico veterinario sono state valutate varie ipotesi, ma non é facile individuare con precisione la causa scatenante dei suoi disagi.

Un problema di salute richiede SEMPRE l’intervento del medico veterinario (lo leggerete spesso su questo blog, e non lo ripeterò mai abbastanza), e Lea sta infatti assumendo i farmaci che il medico le ha prescritto.

A che serve il mio intervento, quindi?

Il TuiNa NON si occupa della patologia o della malattia, che sono di esclusiva competenza del medico (veterinario, in questo caso, ma é lo stesso per gli esseri umani), ma dell’assetto energetico dell’organismo, le cui risorse va a stimolare per consentire un recupero più rapido e duraturo della condizione di benessere generale. Il suo obbiettivo non é risolvere la patologia ma riportare l’organismo al suo corretto equilibrio: una tecnica che funge da ‘facilitatore’ di processi.

Dopo questa (doverosa e opportuna) precisazione, torniamo a Lea.

Mentre io e la sua proprietaria chiacchieriamo la osservo: guardo come si muove, come si accosta al cibo, come si relaziona con l’altra gatta di casa. Mi faccio un’idea della situazione e inizio a individuare i punti e le zone che potrebbero esserle d’aiuto: ad esempio il meridiano di Polmone e il suo viscere-fu accoppiato, il Grosso Intestino, e poi il meridiano di Rene, che ha tra le sue funzioni quella di ‘accogliere’ il respiro e renderlo profondo.

Ci accomodiamo sul divano, uno dei posti che Lea preferisce, e procedo con il trattamento. Capisce subito che non é una coccola e si insospettisce, ma riesco a completare la sequenza e a insegnarla alla sua proprietaria, così che possa ripeterla in piena autonomia nei giorni a seguire.

Ci risentiamo dopo un paio di settimane per un aggiornamento: mi dice che Lea accetta volentieri il trattamento, ma non dimostra la stessa collaborazione su tutti i punti della sequenza, alcuni le piacciono, altri no. La tranquillizzo, e suggerisco di procedere trattando i punti che Lea accetta volentieri e sorvolando su quelli verso i quali non é ben disposta.

I gatti, più di qualunque altro essere vivente (umani compresi), sanno. Sono in grado di guidarci e fornire indicazioni riguardo alle loro necessità, e non ci fanno perdere tempo (né sono inclini a perderne) con ciò che a loro non serve. Spesso concludono da soli le routine di trattamento sollecitandosi (= leccandosi o mordicchiandosi) punti di chiusura del canale energetico. L’ho visto fare tante volte ai miei gatti e ne ho avuto conferma leggendo testimonianze di colleghi che riferiscono esperienze analoghe.

Quando il mio cliente é un felino i punti e le zone che indico ai proprietari sono quelli che ritengo essere i più indicati per lo squilibrio energetico in atto, ma é il gatto che sceglie quelli che preferisce (potrebbero non essere sempre gli stessi): é bene quindi restare più a lungo su quelli che gradisce e semplicemente passare oltre se mostra fastidio.

Solitamente non dò subito questa indicazione ai proprietari per non influenzarli nella pratica: fintanto che il micio non si abitua a questo particolare tipo di contatto (che distingue immediatamente da una carezza disinteressata) può mostrare anche ‘falsi fastidi’, reazioni che i proprietari possono mal interpretare, col risultato di perdersi d’animo e ritenere di non essere in grado di fare da soli. Meglio invece che i gatti e gli umani che hanno cura di loro trovino il loro equilibrio nella pratica senza interferenze: in questo modo i termini del ‘dialogo’ si stabiliscono da sé, si instaura una ‘proficua collaborazione’ tra loro, una fiducia che é il terreno indispensabile affinché la pratica del TuiNa diventi una risorsa per entrambi.

lea

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Informazioni su draghiblu

Mi chiamo Paola Spinelli, sono un Operatore Professionale TuiNa. Il mio più che un lavoro é un mestiere: come un liutaio contribuisce alla musica col suo sapere d'artigiano, io cerco di restituire alle persone la loro 'giusta accordatura', lavorando sul loro equilibrio energetico con strumenti e tecniche che hanno più di cinquemila anni di storia e di esperienza. Siamo musica, é bello risuonare con ciò che ci circonda. Questo é il mio blog, leggete, scrivete, chiedete.

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